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Il suonatore Jones

In un vortice di polvere
gli altri vedevan siccità,
a me ricordava la gonna di Jenny
in un ballo di tanti anni fa

Sentivo la mia terra vibrare di suoni,
era il mio cuore
e allora perché coltivarla ancora,
come pensarla migliore

Libertà l’ho vista dormire
nei campi coltivati
a cielo e denaro, a cielo ed amore,
protetta da un filo spinato

Libertà l’ho vista svegliarsi
ogni volta che ho suonato,
per un fruscio di ragazza a un ballo,
per un compagno ubriaco

E poi se la gente sa
e la gente lo sa che sai suonare,
suonare ti tocca per tutta la vita
e ti piace lasciarti ascoltare

Finì con i campi alle ortiche,
finì con un flauto spezzato
e un ridere rauco e ricordi tanti
e nemmeno un rimpianto.


Il suonatore jones e il concetto di proprietà. Jacky Marti intervista Fabrizio De André (RSI 1971)